Agroalimentare, la crisi colpisce i consumi italiani

Come ogni settimana ci ritroviamo a parlare della crisi e delle sue “vittime” nei vari settori del commercio. Oggi tocca all’agroalimentare affrontare il problema delle basse entrate e di un pauroso calo dei consumi. Eppure le code alla cassa ci sono sempre, la gente non rinuncia al buon pasto dentro e fuori di casa. Allora cosa è cambiato? Cosa ha provocato il calo dell’1,5% dei consumi?

Tra le voci dei prodotti a cui le famiglie italiane stanno rinunciando c’è anche il tabacco. E fin qui potremmo dire…Meglio così! Ma il resto dei dati rilevati dall’Intesa San Paolo sembra riportarci ad un’atmosfera anni ‘80 dove si risparmiava sul cibo, non solo per via degli stipendi moderati, ma anche per abitudini trascinate da coloro che avevano vissuto durante la guerra e, quindi, educati a mangiare poco.

Non è difficile, infatti, ricordare la magrezza delle persone in quel periodo; l’obesità non era un problema serio come oggi. Che si ritorni quindi alle vecchie abitudini, con un successivo miglioramento della salute fisica? Si spera che la riduzione dei consumi abbia solo effetti positivi e che non nasconda fenomeni di povertà crescenti. Può darsi che le famiglie abbiano solo ridotto le quantità, quindi eliminato gli sprechi e sopratutto scelto prodotti meno cari. Se fosse davvero così, sarebbe un progresso per la società e un incentivo per le aziende a produrre cose semplici e a bassi costi.

Purtroppo non possiamo far finta che vada tutto bene, abbiamo bisogno di uno studio del caso più approfondito per poterne discutere,perchè se è vero che la gente sceglie prodotti a prezzi più bassi è anche vero che mangia cibo di minor qualità e questo potrebbe provocare altri danni alla salute.

E’ un pò come la catena alimentare degli animali: un susseguirsi di alti e bassi nella lotta per la sopravvivenza. Proprio perchè non sappiamo come la situazione si evolverà in futuro, ciò che resta da fare è indicare alcune regole per mangiare sano e a basso prezzo.

  1. I prodotti non di marca possono essere una soluzione per tutto quello che fa parte dell’inorganico (ovatta, tovaglioli, detersivi…).
  2. Per frutta, verdura, carne e pesce… organizzate ciò che gradite mangiare in settimana in modo da non comprare roba in più che poi andrà buttata.
  3. Usate prodotti surgelati: si conservano più facilmente e spesso sono più buoni di quelli freschi (se provengono da paesi esteri con minori controlli di qualità).
  4. Misurate tutto ciò che dovete cucinare su una bilancia in modo che nulla venga sprecato.
  5. Preparate i piatti in tavola con ciò che avete deciso di consumare, poichè fare avanti e indietro dal frigorifero confonde le idee e fa venir voglia di assaggiare tutto, oltre a far sprecare energia elettrica.

Quindi, non resta che augurarvi buon appetito con i prodotti di stagione e di qualità rigorosamente “made in Italy”!

 

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