8 MARZO, FESTA DELLA DONNA: MA SI PUO’ DAVVERO PARLARE DI PARI OPPORTUNITA’ ?

Secondo una leggenda nata successivamente al periodo della Seconda Guerra Mondiale, la Festa della Donna sarebbe stata istituitanel 1908 in memoria delle operaie morte nel rogo di una fabbrica di New York, la “Cotton”.index
Come detto, trattasi solo di mera leggenda in quanto la Giornata Internazionale della Donna nacque ufficialmente negli Stati Uniti il 28 febbraio del 1909, su spinta del Partito Socialista americano, che in quella circostanza organizzò una grande manifestazione in favore del diritto delle donne al voto.
La data dell’8 marzo deriva dal fatto che nel 1917, le donne di San Pietroburgo scesero in piazza per chiedere la fine della guerra, dando così vita alla «rivoluzione russa di febbraio». Dopo tale evento, le delegate della Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste a Mosca, scelsero l’8 marzo come data in cui istituire la Giornata Internazionale dell’Operaia.
Nell’anno 1946, l’Italia, per la prima volta, ha ricordato la Festa della Donna ed è stata scelta la “mimosa” quale fiore simbolico per festeggiarla.
L’anno 1946, come noto, corrisponde all’anno in cui, per la prima volta, è stato riconosciuto il diritto di voto in Italia alle donne allorquando il 2 giugno il Popolo Italiano, mediante consultazione referendaria, scelse la Repubblica come forma di Stato a discapito della Monarchia.
Da allora non si può nascondere che, seppur con non poche difficoltà, i diritti delle donne hanno iniziato ad essere riconosciuti in tutti campi (lavoro, scuola, politica etc.).
Basti pensare alle ultime nomine dei Ministeri del Governo Renzi del quale fanno parte ben 8 donne su un numero complessivo di 16 Dicasteri.
Ma si può davvero parlare, in Italia, di raggiungimento totale delle pari opportunità ?
È proprio vero che non vi è differenza alcuna tra l’uomo e la donna ?
Oggettivamente non è così. In Italia, al di là di qualche sporadica eccezione (l’ex Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia), è molto difficile vedere una donna al vertice.
Sia nella prima che nella seconda Repubblica, nessuna donna è stata alla guida del Paese.
Nelle ultime elezioni per il Quirinale, a prescindere della rielezione di Giorgio Napolitano scaturita dallo stallo venutosi a creare dopo le elezioni politiche, si vociferava timidamente soltanto il nome di Emma Bonino che, di fatto, non venne però neanche candidata ufficialmente.
Eppure negli Stati Uniti e in Europa, negli ultimi anni, non sono mancate le candidature e le elezioni di donne al comando. Si pensi ad Hillary Clinton che sfidò Barack Obama e Angela Merkel in Germania. Quest’ultima, recentemente, è stata riconfermata alla guida della Germania e, di fatto, per come riconosciuto dalla maggior parte dell’opinione pubblica, condiziona la politica economica di tutta l’Unione Europea.
Ed allora, vero è che viene festeggiata la Festa della Donna e non quella dell’Uomo, ma forse sarebbe meglio non festeggiare né l’una né l’altra ma piuttosto avere le stesse opportunità per entrambi i sessi.

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